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Valle dell’Aniene in E-Bike, fra storia, natura e misticismo

Corsi d’acqua, antichi monasteri, natura, storia e buon cibo, tutto questo offre la scoperta della Valle dell’Aniene in E-Bike.

Il nostro tour della Valle dell’Aniene in E-Bike ci porterà a scoprire un angolo di paradiso di questo territorio ed i luoghi di San Benedetto, dove il santo ha soggiornato e dove avvennero alcuni dei suoi tanti miracoli. Si tratta di un itinerario che percorre il territorio Laziale a pochi chilometri da Roma, attraversando le tradizioni, scoprendo borghi e paesi immersi tra natura, misticismo e storia. Qui nutriremo lo spirito, la mente ed il corpo l’arte, la natura e il buon cibo della zona. Il tutto in modalità slow.

Come punto di partenza soggiorniamo presso “l’Oasi Francescana di S. Cosimato” a Vicovaro (l’antica Varia). La scelta non è casuale ma il preludio del tour, poiché al suo interno conserva elementi che raccontano parte della storia di San Benedetto e del passaggio di San Francesco. La struttura si trova in un ex convento e già all’ingresso del parco si percepisce e si respira un’aria di pace e di serenità, soggiornando in quelle che erano in passato le celle utilizzate dai monaci, immaginando com’era la loro vita all’interno delle mura, gli spazi privati e quelli conviviali.

Lago del Turano

L’Oasi Francescana di S. Cosimato e San Benedetto

L’Oasi Francescana di S. Cosimato, cela all’interno delle mura che circondano il suo parco, due preziosi luoghi che riportano alla storia di San Benedetto. All’interno del suo parco una porta conduce da una ripida scala scavata nella roccia, alla visita dell’eremo dove visse San Benedetto, ed alla porzione di quello che un tempo era parte dell’acquedotto romano.

Un percorso suggestivo

Una delle stanze del convento.

La scala conduce verso un affaccio sul fiume Aniene che si sente scorrere più in basso. Proseguendo lungo il sentiero si arriva a una cappella scavata nella roccia utilizzata da San Benedetto per la preghiera.  Stupisce il pochissimo spazio attorno all’altare affrescato, ed è impossibile non pensare a quanta devozione ed umiltà vivevano i religiosi a quell’epoca.

Risalendo di pochi metri si trova l’imbocco del cunicolo che porta all’interno dell’acquedotto romano. Da qui, aiutati da una flebile luce, si può seguire il cunicolo scavato dall’uomo e dall’acqua per diversi metri, interrotto da alcune aperture nella rupe che lasciano entrare un fascio di luce, che incoraggia a proseguire fino al suo termine. Giunti su un piccolo corridoio a cielo aperto si può ammirare il paesaggio di questa gola in una pace interrotta solo dal fragore del fiume Aniene.

La visita più suggestiva si può effettuare di sera, quando con l’aiuto del buio ed il giusto gioco di luci visitiamo il secondo eremo in notturna. Recentemente restaurato (ottobre 2015) si accede scendendo una scalinata, da qui possiamo osservare la bellezza della parte esterna modellata dall’azione carsica sulla roccia.

 

Oltrepassata la soglia d’ingresso della cappella rupestre dedicata a San Michele Arcangelo, troviamo a destra, affrescata la rappresentazione del tentato avvelenamento di San Benedetto, a sinistra San Francesco che tenta di convertire il Sultano, mentre al centro, una Regina Angelorum in trono tra gli Arcangeli Raffaele e Gabriele. Tutte le decorazioni ed i dipinti sono opera del Rosati e risalgono a fine  ‘600.

Proseguendo verso Vicovaro si può visitare il “Palazzo Cenci-Bolognetti”, castello di epoca Orsiniana.  Al suo interno, colpiscono una sala allestita di fine ‘300, dove gli affreschi presenti sono stati ritrovati sotto 3 strati di pittura e il salone dello specchio con l’ampio camino. Nella parte alta esterna si trova l’Orangerie che racchiude al suo interno la sala delle armi.

Il Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini

Continuando in direzione di Cervara di Roma, si può salire  all’Archeopercorso in frazione Campaegli (1400 s.l.m.), un piccolo gioiello della Valle dell’Aniene, porta d’ingresso per il Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini. Si tratta di un tragitto dove, nonostante il supporto del motore elettrico delle E-Bike, bisogna darsi da fare di pedale…

Archeopercorso

Qui, seguendo il percorso, ci immergiamo nella natura più viva e ci sentiamo subito avvolti dall’energia che emana la terra. Lungo il tracciato sono ben visibili le rovine archeologiche di un insediamento dell’antico popolo degli “Aequi” che abitava questi luoghi ricchi di acqua. La popolazione fu annientata dai Romani interessati alla ricchezza d’acqua della zona, ma gli abitanti del luogo tuttora si ritengono gli eredi di quella gloriosa e tenace popolazione che tenne in scacco le truppe romane per molti anni. Giunti sulla parte esposta verso ovest, in lontananza è possibile intravvedere Roma, ed il litorale Romano.

Valle dell’Aniene in E-Bike, verso Subiaco

La successiva tappa del nostro itinerario conduce a Subiaco (408 s.l.m.), promossa dal Touring Club Italiano nel luglio 2021 ventesima Bandiera Arancione del Lazio. La visita inizia dal monastero di Santa Scolastica (540 s.l.m.), sorella di San Benedetto oggi patrono d’Europa, all’istante lo sguardo viene richiamato dalla scritta posta sopra l’ingresso che riporta la regola dell’ordine benedettino “Ora et Labora”. Varcata la soglia, al suo interno ci si immerge in un luogo che emana spiritualità e preghiera.

C’è la possibilità di ammirare nei chiostri, nella torre e nella chiesa, l’insieme di stili d’epoca romanica, gotica, rinascimentale e neoclassica, fondersi e convivere, come unico esempio di monastero Benedettino sopravvissuto nella valle sublacense. Da non perdere la visita alla Biblioteca, in quanto conserva al suo interno codici miniati, manoscritti, pergamene e volumi di inestimabile valore.

Valle dell’Aniene in E-Bike, Il monastero di Santa Scolastica.

Ritornando verso il centro di Subiaco (408 s.l.m.), volgiamo in direzione del Borgo Medievale degli Opifici o Borgo dei Cartai, per una visita al Opificio Museo. Al suo interno sono ricostruiti i macchinari di una cartiera dell’800 perfettamente funzionanti, un luogo che incanta grandi e piccoli. La visita fa comprendere quali erano i ruoli e le mansioni delle persone che vi lavoravano, spiegando tutti i processi necessari per la realizzazione della carta e le condizioni igienico ed ambientali dei luoghi di lavoro di quell’epoca.

Borgo dei Cartai.
La tradizionale lavorazione a torchio nel Borgo Cartai

Il Convento di San Francesco

Proseguiamo il tour verso il paese di Bellegra (815 s.l.m.), a circa 2 km dal paese, facciamo tappa presso il Sacro Ritiro o Convento di San Francesco, posto in un fitto bosco di castagni detto «Capelmo-Antera». L’origine del Convento è legata alla visita di San Francesco d’Assisi al Sacro Speco di Subiaco. Secondo un’antica versione, nel lontano 1223 frate Francesco, diretto al monastero di San Benedetto a Subiaco, si fermò per riposarsi nella piccola originaria struttura e restò colpito dalla cornice suggestiva nella quale era immerso il luogo, incastonato nel verde dei castagni e dei faggi della campagna simbruina. La visita al suo interno regala un senso di pace e serenità.

Le Grotte dell’Arco

Deviamo in direzione est per circa 4 km dal centro di Bellegra e ci dirigiamo alle Grotte dell’Arco (425 s.l.m.) che prendono il nome da un arco naturale di pietra che si trova una trentina di metri più a valle dalla sua entrata attuale. Si tratta di una cavità carsica della lunghezza di 1000 mt, in alcuni punti alta fino a 30 mt, visitabile in sicurezza accompagnati da una guida attraverso una passerella. La sorpresa si ha  percorrendo la cavità naturale ricca di stalattiti, stalagmiti, inghiottitoi. Impossibile non considerare quanto la natura sia immensa e di quanti milioni di anni possano essere necessari per creare queste meraviglie. Un viaggio nel tempo!

Grotta Arco

Si sale di quota

Il viaggio continua spingendoci verso Arcinazzo Romano (850 s.l.m.), dove in tempi antichi l’Imperatore Traiano (98-117 d.C.) fece costruire la sua villa e residenza di caccia. Quello che resta visibile oggi colpisce e  fa immaginare quanto fosse maestosa a suo tempo la villa.  Questa si estendeva per circa 5 ettari distribuiti su tre terrazzamenti ricchi di fontane, giochi d’acqua e fonti termali. All’interno del sito archeologico si trova l’Antiquarium comunale che ospita la collezione dei reperti rinvenuti durante gli scavi.

A poca distanza dal sito archeologico, sull’Altipiani di Arcinazzo (900 s.l.m.), lo spazio si apre e qui trovano posto nuove attività ludiche e sportive per adulti e ragazzi, un attrezzato parco avventure dove potersi divertire, arrampicare e passeggiare, immergendosi ancor di più a contatto nella natura che ci circonda.

Sito archeologico sull’Altipiani di Arcinazzo.

Il lago di Turano

La curiosità e la voglia di viaggiare porta a spingerci oltre la valle dell’Aniene, fuori rotta in direzione del Lago del Turano (536 s.l.m.) (prov. di Rieti), dov’è possibile compiere il giro di una parte del lago, accompagnati dal vento sempre presente in questa zona. Torniamo verso il paese di Castel di Tora (607 s.l.m.) per una visita al suo centro storico.

Lago del Turano.

Rientrando verso il Lazio in direzione di Licenza (475 s.l.m.), per una visita in frazione Civitella al Museo dell’Aquila Reale (650 s.l.m.), al suo interno è possibile ammirare la ricostruzione in scala 1:1 del nido dell’aquila reale, che da 30 anni nidifica in questa zona, oltre ad apprendere ulteriori informazioni sui rapaci. Terminata la visita, si scende di pochi chilometri per una visita al centro storico di Licenza.

La scoperta della Valle dell’Aniene in E-Bike, prosegue in direzione del paese di Saracinesco (908 s.l.m.) di origini Saracene, noto per essere il secondo paese in Italia ad avere un museo degli orologi. Al termine della salita, impegnativa, si giunge ai piedi del paese; da qui si possono completare gli ultimi metri su due ascensori panoramici che regalano una vista a perdita d’occhio sulla valle. Proseguiamo la visita facendo il giro per le strette e ripide viuzze, dove ci imbattiamo nelle opere a cielo aperto dedicate al tempo, cit. “Museo del Tempo dove non si ferma il Tempo”.

Valle dell'Aniene in E-Bike
Tivoli

Valle dell’Aniene in E-Bike, fino a Tivoli

Il tour della Valle dell’Aniene in E-Bike volge al termine portandoci a Tivoli per la visita a Villa Gregoriana. Voluta da papa Gregorio XVI intorno al 1834, questo luogo fu meta nell’ottocento di artisti e aristocratici che arrivarono nell’antica “Tibur” per il famoso “Grand Tour”. Dal 2005 è sotto tutela del FAI che la gestisce. Il percorso, una bella camminata tra natura e storia, ci porta ad ammirare quello che il corso dell’Aniene ha fatto e continua a fare da secoli.  Scendendo per circa 80 mt. possiamo vedere la Grande Cascata, le Grotte di Nettuno e le Grotte delle Sirene.

Dal punto più profondo, si osservano le caverne erose dal fiume e dalla potenza delle sue acque, mentre la risalita avviene sul lato opposto da dove si entra.  Il sentiero e le scale attraversano la vegetazione ed alcuni cunicoli che riportano in superficie. Al termine della salita, troviamo due templi databili (I sec. a.C.), quello rettangolare detto della Sibilla, l’altro rotondo detto di Vesta. Il particolare che colpisce è il costante rumore di fondo dello scorrere dell’acqua e del fragore delle cascate che si diffondono nell’aria.

Un tour dove la modalità ECO è d’obbligo

La Valle dell’Aniene e le località visitate durante il tour di cinque giorni, sono state una sorpresa inaspettata ed una bellissima scoperta sotto ogni aspetto, dalla natura alla storia che sono predominanti, alle persone cordiali, accoglienti e disponibili, oltre all’elevata qualità dei prodotti alimentari, ed alle gustose ed ottime specialità eno-gastronomiche presenti su tutto il territorio.

Da segnalare per chi volesse intraprendere questo itinerario, che essendo un territorio prevalentemente montano di utilizzare la E-Bike in modalità ECO, per non correre il rischio di restare sprovvisti dell’aiuto necessario quando serve.

testo e foto Oscar Faletti

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