Valle d’Aosta in E-Bike, tra castelli e vette

La regione più piccola d’Italia offre numerose attrattive, storiche, paesaggistiche e sensoriali, un assaggio della Valle d’Aosta in E-Bike

È un fazzoletto di terra con circa gli abitanti di uno dei grandi quartieri della periferia romana o milanese, ma è uno scrigno di cultura e bellezza. Una cultura fatta di molte ricchezze, con due lingue ufficiali – l’italiano e il francese – fortemente influenzate dal Piemonte e dallo svizzero Vallese. A questo si aggiungono i ceppi linguistici del francoprovenzale, del valdostano, del walser e del piemontese. Un vero crogiolo linguistico nato da una storia travagliata, legata alla sua posizione strategica lungo una delle vie principali tra l’Italia e i confini franco-svizzeri.

Viene spontaneo domandarsi come mai non si sia cercato di attuare la strategia italiana delle regioni autonome in altri contesti di confine, ad esempio nelle province ucraine con forte presenza russofona. Il successo di questo modello è evidente nel Trentino-Alto Adige, dove – pur con fatica – la convivenza tra due culture è diventata un’opportunità soprattutto turistica. I valdostani, da questo punto di vista, sono molto più avanti, grazie anche a un bilinguismo perfettamente integrato. Merito non solo della maggiore affinità tra le lingue italiana e francese, ma anche delle vicende storiche: sotto i Savoia, le vallate italo-francesi costituivano un territorio unico, e il francese era lingua largamente parlata dalla strada alla corte.

Abbiamo percorso alcuni tratti della Valle d’Aosta in E-Bike, cogliendo solo in parte le meraviglie di questa regione. Tra queste, i castelli: oltre 70 edifici storici – che superano i 130 se si includono torri e caseforti delle vallate laterali – testimoniano l’importanza strategica del territorio.

Valle d’Aosta in E-Bike
Il castello di Aymavilles

Un castello da favola

La nostra prima tappa è il castello di Aymavilles, nato come struttura difensiva e poi trasformato in residenza nobiliare. L’attuale aspetto scenografico, con le sue quattro torri bianche, è frutto di secoli di trasformazioni. Costruito nel XIII secolo dai signori di Challant come fortezza militare, venne modificato soprattutto nel XVIII secolo, con l’aggiunta delle torri cilindriche angolari e della scala monumentale. Oggi, circondato da vigneti e recentemente restaurato, ospita spazi espositivi e museali. Gli interni mescolano ambienti storici e moderni, raccontando la storia del castello e del territorio. Una tappa imperdibile per chi vuole scoprire il patrimonio artistico della regione.

Augusta Praetoria

A soli otto chilometri, raggiungibili in circa venti minuti di pedalata, si trova Aosta. Il capoluogo della regione è una città ricca di storia, arte e cultura, situata nel cuore delle Alpi, alla confluenza di diverse valli. Fondata dai Romani nel 25 a.C. con il nome di Augusta Praetoria Salassorum, fu progettata come colonia militare strategica, con un impianto urbanistico ancora visibile: cardo e decumano si incrociano al centro cittadino, racchiuso da mura e torri difensive.

il Criptoportico forense è una vera e propria sorpresa

Le testimonianze romane sono numerose: l’Arco di Augusto, la Porta Praetoria, il Teatro romano, il Criptoportico forense e resti di ville e mosaici. In epoca medievale, Aosta divenne un centro religioso e amministrativo di rilievo, grazie alla Cattedrale e alla Collegiata di Sant’Orso, celebri per gli affreschi e gli stalli lignei del chiostro. Oggi Aosta è una città viva e accogliente, ideale per una passeggiata tra negozi, locali per l’aperitivo, ristoranti di buon livello e un’atmosfera rilassata. Tra i monumenti da non perdere, spicca il Criptoportico forense, affascinante struttura ipogea. La città ha mantenuto nei secoli un ruolo cruciale grazie alla sua posizione strategica tra Italia, Francia e Svizzera, lungo le vie di valico del Gran San Bernardo e del Piccolo San Bernardo. Oggi rappresenta un perfetto punto di partenza per esplorare la regione, tra natura, cultura e gastronomia.

Valle d’Aosta in E-Bike: non poteva mancare un rifugio

Da Aosta ci siamo diretti verso le montagne, con l’obiettivo di raggiungere il Rifugio Champillon. Sono circa 30 chilometri di distanza, ma con ben 2000 metri di dislivello. In E-Bike ci vogliono circa 4 ore, oppure è possibile trasportare le biciclette fino al parcheggio della “Conca de Champillon” e proseguire in bici per circa 40 minuti. Il rifugio si trova a 2500 metri di quota, nel cuore delle Alpi Pennine, tra crinali innevati e boschi fitti.

Il paesaggio ripaga la fatica della salita, anche se l’ultimo tratto, con una pietraia molto inclinata, mette alla prova anche i ciclisti più esperti. All’arrivo, il premio è un pranzo abbondante con piatti tipici saporiti. La discesa non è priva di difficoltà: i primi 500 metri richiedono attenzione e buona tecnica, poi il percorso si fa più agevole. Si raccomanda l’uso controllato di entrambi i freni, moderando soprattutto quello anteriore.

i magazzini del consorzio Fontina DOP

Un museo? Molto di più!

Proseguendo il nostro viaggio tra le eccellenze della regione, ci siamo fermati a Valpelline per visitare il Museo della Fontina e i vicini magazzini di stagionatura. Il museo, ospitato in un’ex miniera di rame e ferro, offre un percorso immersivo nel mondo della Fontina DOP, con pannelli, video e strumenti d’epoca che raccontano la storia e le fasi di produzione di questo celebre formaggio. Adiacenti al museo, i magazzini di stagionatura scavati nella roccia ospitano migliaia di forme che maturano in condizioni ideali di temperatura e umidità. Qui il formaggio sviluppa il suo sapore caratteristico. La visita è un’esperienza sensoriale tra storia, natura e gusto, arricchita dalla possibilità di degustare e acquistare prodotti tipici locali.

 

Il castello di Fenis

Non poteva mancare un ultimo castello

Infine, abbiamo visitato uno dei castelli più iconici della regione: il Castello di Fénis. Costruito tra il XIII e il XV secolo dalla famiglia Challant, è uno dei manieri medievali meglio conservati d’Italia. Si distingue per le mura merlate, le torri angolari e il doppio recinto fortificato. A dispetto dell’aspetto militare, il castello aveva una funzione residenziale e di rappresentanza. Al suo interno si trovano ambienti affrescati di grande pregio, tra cui la cappella e il cortile, decorato con affreschi gotici raffiguranti santi e sapienti. Restaurato con cura, il castello ospita arredi, armi e oggetti d’epoca, offrendo un viaggio affascinante nel passato valdostano.

Ai piedi di vigneti eroici

Come tappa conclusiva, ci siamo concessi una pausa enologica alla cantina della Cooperativa La Crotta di Vegneron, fondata nel 1980 a Chambave. La cooperativa riunisce piccoli viticoltori locali con l’obiettivo di valorizzare i vini autoctoni e il territorio montano. In un contesto di viticoltura eroica, produce vini che riflettono la ricchezza dei suoli e il clima alpino. Tra le etichette di punta spiccano il Muscat de Chambave, aromatico e intenso, e il Chambave Rosso, un elegante blend di Petit Rouge e altre varietà locali. La cooperativa è attiva anche nella produzione di passiti, come il Fletri, e distillati artigianali. Le sue bottiglie raccontano, calice dopo calice, la cultura e l’identità di questa affascinante regione alpina.

Il nostro viaggio si conclude con una degustazione, proprio come questa avventura è stata solo un breve assaggio di una regione ricca di castelli, sentieri e storie da scoprire. Torneremo!

Valle d’Aosta in E-Bike: mangiare, bere e dormire

Vinosteria Antirouille
Fraz. Capo – Luogo, 8
11010 Aymavilles
Tel. 340 2960658 – 0165 902061
jeanuroni@libero.it

Stefenelli Desk Ristorante
Via D’Avise, 14
11100 Aosta
Tel. 0165 1850847
info@stefenellidesk.com

Crotta di Vegneron
Via Circonvallazione, 3
11023 Chambave AO
Tel. 0166 46670
http://www.lacrotta.it/

Chambres D’Hotes de la Maison Rosset
Passaggio Rosset, 7
11020 Nus AO
Cell. +39 366 6266464
Tel. 0165 767176
maison.rosset@gmail.com

Affittacamere Relais de la Grandze
La Cretaz, 27
11010 Doues AO
Tel. 0165 738031
https://lagrandze.it/

 

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