Parenzana Slovena in bicicletta

Un itinerario cicloturistico accessibile e panoramico, tra memoria ferroviaria, mare, vigneti e borghi storici: questa la bella esperienza di pedalare lungo la Parenzana Slovena in bicicletta

Grazie al programma Erasmus+ abbiamo partecipato a una mobilità in Slovenia, organizzata da Akon Service S.a.s., ente accreditato dal 2020 nel settore dell’educazione degli adulti. In qualità di coordinatore di un consorzio di mobilità, Akon Service guida un gruppo di organizzazioni impegnate in un piano comune di formazione e job shadowing nei Paesi del programma. L’esperienza ci ha permesso di esplorare la Slovenia costiera e, in particolare, la celebre ciclabile Parenzana, ricavata in parte dalla storica ferrovia che collegava Trieste a Parenzo. Il tracciato verrà percorso interamente nel viaggio di ritorno, consentendo così di disegnare un anello dal forte valore paesaggistico. Durante la permanenza abbiamo inoltre incontrato Tilen, responsabile per la mobilità sostenibile del Centro di Sviluppo Regionale di Capodistria (RRC Koper), che ci ha illustrato i principali progetti in corso. Questa la nostra esperienza sulla Parenzana Slovena in bicicletta.

Parenzana Slovena in bicicletta

L’arrivo

L’arrivo avviene in traghetto a Muggia, ultimo comune italiano prima del confine sloveno, caratterizzato da un centro storico di impronta veneziana e da un ruolo strategico nei collegamenti marittimi e ciclabili dell’Alto Adriatico. Da qui seguiamo la linea di costa lungo la Strada per Lazzaretto, con vista costante sul mare, alternando tratti di pista ciclabile a tratti di traffico promiscuo fino a raggiungere il Lazzaretto, ex area militare oggi simbolo di un confine ormai solo geografico. La convivenza linguistica e culturale è evidente: l’italiano è ampiamente parlato e la segnaletica è sempre bilingue.

Superata la frontiera, una breve salita tra i vigneti conduce ad Alkaran, piccolo insediamento rurale immerso nel paesaggio agricolo, punto di accesso a zone umide protette di grande valore naturalistico come il Prato Salmastro Mediterraneo. Proseguiamo invece lungo la Strada dell’Adriatico che, pur priva di corsia ciclabile, dispone di un ampio marciapiede, utilizzato nel rispetto dei pochi pedoni presenti. Una deviazione costeggia l’estremo nord del porto di Capodistria e, attraverso brevi tratti di facile sterrato dovuti ai lavori sulla ciclabile, conduce alla nostra prima meta: Koper, Capodistria.

Koper

Principale città costiera slovena e sede del maggiore porto commerciale del Paese, Capodistria unisce una funzione economica strategica a un centro storico di origine veneziana ben conservato. Accanto al nucleo antico si sviluppa una zona moderna con strade ampie e ben attrezzate, dotate di corsie ciclabili. Nonostante i numerosi attraversamenti in corrispondenza delle rotonde, la percezione di sicurezza è elevata, grazie soprattutto al comportamento degli automobilisti sloveni, attenti a rallentare e a concedere la precedenza ai ciclisti. L’unica criticità riguarda la circolazione autorizzata di alcune tipologie di motocicli sulle ciclabili, non sempre rispettosi dei limiti. Consigliata la visita alla principale cantina vinicola del Paese, Vinakoper, che offre tour guidati con degustazione e un ristorante stellato.

Izola

Koper, Izola e Piran sono collegate dalla Parenzana, ma all’andata scegliamo una deviazione più costiera subito dopo Izola. Il percorso, più impegnativo dal punto di vista fisico per la presenza di alcune salite, regala però panorami dall’alto sull’intero Golfo di Trieste, fino a scorgere Grado sull’altra sponda dell’Adriatico. Il tratto iniziale tra Koper e Izola è scorrevole, interamente su una splendida pista ciclabile ampia e pianeggiante che corre sul lungomare, con numerose possibilità di ristoro e servizi igienici funzionanti.

Giunti a Izola, antico borgo di pescatori oggi importante località turistica, colpisce l’elevato numero di imbarcazioni da diporto e yacht ormeggiati nei porti turistici, circa 700 posti barca. Nonostante la forte frequentazione, la cittadina conserva un’atmosfera tranquilla e una forte identità marinara, visibile anche nella cucina locale. Numerose le proposte enogastronomiche, mentre sul lungomare non manca alcun tipo di servizio. Imperdibile la visita al centro storico, tra vicoli e palazzi nobiliari; le spiagge sono prevalentemente di ciottoli o prati, non di sabbia.

Piran

Superata Izola, ci immettiamo su tratti a traffico promiscuo e, dopo una breve salita, raggiungiamo un bivio: proseguendo dritti si attraversano alcune strutture ricettive e un campeggio, per poi imboccare una strada secondaria con traffico veicolare quasi assente. Il percorso attraversa un promontorio con vista panoramica sul mare, dove i più esperti possono avventurarsi anche su sentieri off-road per bici e trekking.

La discesa è molto ripida e termina nel parco delle Saline di Strunjan, area naturale protetta di grande pregio ambientale e uno degli ultimi esempi di produzione tradizionale del sale lungo l’Adriatico. Qui si trova una piccola area attrezzata con chiosco, fontanella e distributori automatici. Ripreso il percorso su carreggiata mista, affrontiamo i 2,3 chilometri più impegnativi dell’intero itinerario, una salita costante con pendenze che raggiungono il 10%. La fatica viene però ripagata da una lunga discesa che conduce alla ciclopedonale lungo il lato nord di Piran.

Piran, autentico gioiello architettonico della costa slovena, è un concentrato di storia veneziana, arte e vita culturale. La ciclopedonale sbuca direttamente nel cuore del centro storico, a pochi metri da Piazza Tartini, fulcro urbano e simbolico, dove si affacciano il palazzo comunale, l’info-point turistico e il caratteristico porto. La bellezza della città, ampiamente raccontata e ben nota ai cicloturisti, non necessita di ulteriori descrizioni.

Finalmente la Parenzana 

Il rientro da Piran a Koper avviene interamente lungo la ciclabile Parenzana, ex ferrovia austro-ungarica oggi riconvertita in itinerario cicloturistico internazionale. In 33 chilometri il percorso riporta fino a Muggia, passando per Capodistria. Si tratta di un tracciato facile, quasi sempre su sede riservata e con pendenze lievi, adatto a ogni livello di preparazione. Particolarmente suggestivi i passaggi nelle gallerie, ben illuminate e curate.

Rispetto all’andata, il percorso consente di attraversare piccoli nuclei rurali e paesaggi agricoli che restituiscono un’immagine più autentica del territorio, almeno fino a Izola, dove ci si ricollega al tratto già percorso. Da qui si raggiunge nuovamente Koper e, allontanandosi ancora dalla costa, si torna infine al punto di partenza a Muggia.

Parenzana slovena in bicicletta: adatta a tutti

Il gruppo era composto da dieci ciclisti, tra cui alcuni alla prima esperienza, elemento che consente di definire l’itinerario adatto a tutti. Non presenta difficoltà estreme e si caratterizza per la costante presenza del mare, elemento che ha profondamente influenzato cultura, enogastronomia e paesaggi della costa slovena, oggi sempre più accessibile anche grazie agli investimenti delle istituzioni locali sulla mobilità ciclabile.

Box Tecnico Parenzana slovena in bicicletta

  • Itinerario: Anello Muggia – Koper – Izola – Piran – Parenzana – Muggia
  • Chilometri totali: circa 70–75 km (a seconda delle varianti costiere)
  • Dislivello: medio, con alcune salite impegnative tra Izola e Piran (pendenze fino al 10%)
  • Fondo: prevalentemente asfalto e ciclabile dedicata; brevi tratti di sterrato compatto sulla Parenzana
  • Difficoltà: facile–media
  • Bici consigliata: trekking bike, gravel, e-bike; ok anche MTB leggere
  • Periodo ideale: primavera e autunno; estate possibile ma affollata e calda
  • Punti acqua e ristoro: frequenti lungo la costa e nei centri abitati

Un itinerario perfetto per chi cerca un primo viaggio cicloturistico all’estero, senza rinunciare a paesaggi spettacolari e a un’ottima cucina.

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