“Piacere Abruzzo”, per scoprire la regione su due ruote

“Piacere Abruzzo” può essere il punto di partenza per scoprire una regione pedalando tra borghi, montagne, storia e piccoli territori lontani dalle rotte più battute.

Una fiera può servire anche a questo: non soltanto a incontrare operatori e conoscere nuove proposte, ma a tornare a casa con qualche idea in più per il prossimo viaggio. È quello che è successo a noi dopo la prima edizione di “Piacere Abruzzo”, manifestazione ospitata nei padiglioni della Fiera di Lanciano. Tra gli stand abbiamo raccolto indirizzi, itinerari e indicazioni che valeva la pena verificare sul campo. Abbiamo così costruito un percorso senza la pretesa di seguire una rotta precisa. Piuttosto, una serie di possibilità da mettere insieme secondo il tempo disponibile e il tipo di bicicletta.

L’e-bike, in questo caso, aiuta. L’Abruzzo è una regione dove il dislivello fa parte del paesaggio e dove una salita può separare il mare da un borgo di montagna nel giro di pochi chilometri. La pedalata assistita permette di affrontare questi cambiamenti con un ritmo più tranquillo, lasciando tempo per fermarsi.

Anche il periodo è quello giusto. I primi giorni di ottobre hanno temperature ancora piacevoli durante il giorno e consentono di pedalare senza il caldo dei mesi estivi. È una stagione nella quale l’entroterra torna a essere particolarmente interessante.

Lanciano, dove comincia il viaggio

Lanciano è una buona porta d’ingresso per questo itinerario. La città conserva una storia molto antica, iniziata con l’insediamento dei Frentani e proseguita durante l’epoca romana. Nel Medioevo la sua posizione favorì lo sviluppo dei commerci e delle grandi fiere, trasformandola in uno dei centri di riferimento della Frentania.

Il centro storico è ancora oggi diviso nei quattro quartieri tradizionali e presenta una successione di chiese, palazzi e testimonianze delle diverse epoche. È una città da attraversare lentamente, meglio ancora lasciando per qualche ora la bicicletta e camminando tra le vie del centro.

Tra le testimonianze delle stratificazioni architettoniche e storiche la Cattedrale della Madonna del Ponte . È uno dei tanti casi in cui, nel centro storico di Lanciano, costruzioni di epoche differenti si sono sovrapposte senza cancellare completamente ciò che le aveva precedute.

Da Lanciano si può poi scegliere la direzione: verso il mare, magari cercando le strade dell’entroterra della Costa dei Trabocchi, oppure verso le montagne, entrando progressivamente nel territorio della Maiella.

Diversi luoghi verso la costa ve li abbiamo già raccontati e li trovate qui.

Pedalando sulla Maiella

La Maiella cambia rapidamente carattere. Le colline lasciano spazio alla montagna, i centri abitati diventano più piccoli e la strada entra nei boschi. Il Parco Nazionale protegge un territorio caratterizzato da pareti calcaree, valloni, faggete ed eremi, con una presenza faunistica particolarmente importante.

Qui l’e-bike trova uno dei suoi terreni ideali: strade con pendenze impegnative possono essere affrontate senza trasformare il viaggio in una prova di resistenza.

Ma non tutto deve essere percorso in bicicletta. Nella Valle dell’Orfento, vicino a Caramanico Terme, il Sentiero delle Scalelle porta lungo il corso del fiume, dentro una gola scavata nella roccia. Il percorso attraversa ambienti boscosi e passaggi stretti, con ponticelli e tratti attrezzati.

È una di quelle occasioni in cui conviene parcheggiare la bici e proseguire a piedi. Il viaggio non perde ritmo: semplicemente cambia velocità.

Santo Stefano di Sessanio

Quando la strada sale verso il Gran Sasso cambia anche il modo di costruire i paesi. Santo Stefano di Sessanio ne è un esempio particolarmente evidente. Il borgo, a oltre 1.200 metri di quota, è costruito quasi interamente in pietra e conserva vicoli stretti, archi e passaggi coperti.

La sua storia è legata alla Baronia di Carapelle e alla famiglia Medici, che ne favorì per lungo tempo l’economia legata soprattutto alla produzione e al commercio della lana.

Come molti paesi dell’Appennino, nel Novecento ha conosciuto un forte spopolamento. Il recupero del patrimonio edilizio e lo sviluppo dell’ospitalità diffusa hanno successivamente riportato attenzione sul borgo.

Arrivarci in e-bike significa soprattutto scegliere le strade meno veloci, quelle che permettono di collegare Santo Stefano con gli altri centri dell’altopiano senza trasformare lo spostamento in un semplice trasferimento.

Sotto il Fucino, la grande opera di Claudio

L’Abruzzo permette anche di passare dalla montagna all’archeologia senza percorrere grandi distanze. Ad Avezzano, sotto il monte Salviano, si trovano i resti di una delle più importanti opere idrauliche realizzate dai Romani.

Nel I secolo d.C. l’imperatore Claudio fece scavare un complesso sistema di cunicoli e pozzi per far defluire le acque del Fucino verso il Liri. La realizzazione richiese un enorme lavoro sotterraneo e rimase in funzione per secoli.

Oggi i Cunicoli di Claudio costituiscono un sito archeologico visitabile. Per chi viaggia in e-bike possono diventare una tappa culturale all’interno di un itinerario nella Marsica, alternando pedalate, visite e soste nei centri abitati.

Sante Marie e le strade dei briganti

Sante Marie è un piccolo centro della Marsica circondato da boschi e montagne. Non è uno di quei luoghi che si raggiungono per caso, ed è proprio questo a renderlo interessante per chi cerca percorsi lontani dalle direttrici principali.

Il paese è legato soprattutto al Cammino dei Briganti, itinerario che attraversa il territorio tra Abruzzo e Lazio seguendo luoghi e vicende della storia ottocentesca.

Per l’e-bike il territorio offre la possibilità di costruire percorsi autonomi sulle strade locali, mentre alcuni tratti dei cammini possono essere affrontati in bicicletta quando fondo e regolamentazione lo consentono.

Aielli, il paese che ha scelto le stelle

Adagiato a oltre mille metri sulle pendici del Sirente, Aielli guarda dall’alto la piana del Fucino. Il centro storico è dominato dalla Torre delle Stelle, antica torre medievale trasformata in osservatorio astronomico, con un planetario e un museo dedicato al cielo. Negli ultimi anni il borgo ha costruito una nuova identità attraverso il progetto Borgo Universo: le facciate delle case sono diventate la superficie di grandi murales, mentre vicoli e piazze ospitano opere d’arte contemporanea. Un intervento che ha riportato attenzione su un paese di montagna senza cancellarne la struttura storica.

Castel del Monte, tra pietra e transumanza

A 1.346 metri di quota, sul versante meridionale del Gran Sasso, Castel del Monte è uno dei borghi più caratteristici dell’area aquilana. Il paese conserva un impianto medievale fatto di strade strette, archi, gradinate e case in pietra, modellato anche dalle esigenze della vita pastorale. La transumanza ha segnato per secoli la storia del borgo: da qui partivano le greggi dirette verso la Puglia lungo i tratturi. Di quella cultura restano tradizioni, lavorazioni artigianali e prodotti come il Canestrato di Castel del Monte. Poco oltre l’abitato si apre il vasto paesaggio di Campo Imperatore.

 

Calascio

Il paese si trova a circa 1.460 metri di quota, immediatamente sotto la celebre rocca. Le abitazioni in pietra sono disposte lungo pochi vicoli che seguono il pendio. Molte sono state abbandonate nel corso del Novecento, mentre altre sono state successivamente recuperate.

Tra gli edifici da vedere c’è la chiesa di Santa Maria della Pietà, riconoscibile già dall’esterno per la costruzione in pietra. All’interno conserva decorazioni e affreschi che meritano una visita.

È una tappa breve, ma importante per non ridurre Rocca Calascio alla sola immagine della fortezza. Il borgo racconta infatti una parte diversa della storia del luogo.

 

Una sosta diversa: il golf

Anche chi vuole inserire nel viaggio un’attività completamente diversa può trovare una possibilità interessante. Il Miglianico Golf Club si trova sulle colline di Miglianico, tra la costa e l’entroterra abruzzese.

Il percorso dispone di 18 buche, par 72, e si sviluppa su circa 60 ettari, in un ambiente caratterizzato da verde, boschi e vigneti. Il campo è stato progettato dall’architetto statunitense Ronald Kirby e presenta una successione di tratti tecnici e zone più aperte.

Per un viaggio in e-bike può essere una tappa insolita, ma proprio per questo interessante: una giornata può cominciare pedalando sulle colline e terminare con qualche ora dedicata a un’attività completamente diversa.

L’Abruzzo che non fa rumore

Dopo aver seguito queste tracce, la sensazione è che qualcosa nel modo di proporre l’Abruzzo stia cambiando.

Non sembra esserci la ricerca spasmodica del grande numero, quello che arriva tutto insieme e riparte lasciando poco dietro di sé. Piuttosto, si punta su una presenza più costante: persone che arrivano, trascorrono qualche giorno, mangiano, dormono nei piccoli centri, visitano un luogo e poi ne raggiungono un altro.

È un turismo meno rumoroso, ma forse più adatto a territori come questi.

L’e-bike si inserisce bene in questo modello. Non serve soltanto a superare una salita con meno fatica. Permette di rallentare, scegliere una strada secondaria, fermarsi davanti a una chiesa, entrare in un borgo, parlare con qualcuno e poi riprendere a pedalare.

“Piacere Abruzzo” ci ha dato l’occasione di conoscere alcune di queste realtà. Il resto lo fa la bicicletta. Basta scegliere una strada e cominciare a pedalare.

 

E per chiudere non poteva mancare un promemoria sulla gastronomia abruzzese

 

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